In campo sono una trottola

Intervista con Massimo Mascaro

La bassa statura, le sue grandi mani, i capelli neri foltissimi, quell’andatura che spiccherebbe tra altre mille. Massimo Mascaro, classe 1975, di Gordola, è un personaggio che nel Locarnese conoscono quasi tutti. Umile, generoso, spontaneo. Di professione carrozziere, è uno dei tre ticinesi che tra il 12 e il 19 settembre indosserà la maglia della Svizzera e parteciperà alla Homeless World Cup di Amsterdam, un mondiale di calcio davvero particolare, giunto alla tredicesima edizione.

“Hopp Suisse!”

Un documentario che racconta storie di calci.

Quelli dove c’è di mezzo un pallone giocato quattro contro quattro su un campo d’asfalto contornato da balaustre con musica a manetta e un pubblico non pagante appollaiato su gradinate removibili in zona urbana – lo streetsoccer, il calcio da strada.
E poi quelli dove ci sono di mezzo le vite delle persone, le persone che si giocano l’esistenza senza parastinchi e con regole un po’ diverse – gli emarginati sociali, li chiamano. Gente abituata a ricevere calci ma anche a darli.